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Come riconoscere un turista francese all’estero in 7 punti

Come riconoscere un turista francese all’estero in 7 punti

Gli stereotipi hanno sempre un fondo di verità: ecco 7 luoghi comuni sul turista francese che ti permetteranno di riconoscerlo all’estero.

Noi francesi ci portiamo un pesante fardello sulle spalle quando viaggiamo all’estero: quello del turista francese avaro, brontolone e che non conosce le lingue. E poiché gli stereotipi hanno sempre un fondo di verità, a Musement, a forza di viaggiare, abbiamo imparato a individuare il turista francese senza nemmeno che apra bocca! Ecco come individuare un turista francese all’estero in sette punti
(Avvertenza: è necessaria una buona dose di senso dell’umorismo per lettura di questo articolo).

1. Il turista francese fa fatica con le lingue…

Il verdetto è senza appello, il turista francese fa proprio schifo con le lingue! Trasciniamo in giro per il mondo il nostro inglese scolastico come se fosse una pesantissima palla al piede, e non siamo in grado di sostenere una conversazione in una lingua straniera qualsiasi. Il turista francese non fa sforzi linguistici quando viaggia, un po’ per vergogna, un po’ per pigrizia, ma anche un po’ per orgoglio: tutti dovrebbero conoscere un po’ di francese, non è forse la lingua più bella del mondo? Non sarà certo per una vacanza di due settimane in Portogallo che imparerà a dire “buongiorno”, “buonasera”, “grazie”, “per favore”. Al massimo imparerà a dire cose essenziali come “birra”, “vino” e “dov’è il bagno?”. E poi se non lo capiamo quando parla francese, parlerà semplicemente più forte, convinto che lo comprenderemo meglio in quel modo.

2. Il turista francese è scontroso

Il turista francese è davvero molto esigente e, quando non è felice, non lo nasconde nemmeno un po’. Bisogna partire dal presupposto che per lui ogni scusa è buona per lamentarsi: un’attesa troppo lunga al ristorante, un servizio lento che gli fa ricordare che anche in vacanza è bene avere fretta; forse è per questo motivo che attraversa le strisce pedonali a casaccio o cerca sempre di saltare la fila. Il turista francese sa fare la fila (non come quello spagnolo o italiano a cui proprio manca il concetto di “fila” nei geni), ma cercherà spesso di guadagnare uno o due posti con disinvoltura. Se qualcuno però lo sorpassa, manifesterà tutto il suo disappunto e con tono moralista comincerà la predica sul rispetto reciproco.

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Vous et moi , c’est du sérieux

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3. Il turista francese è taccagno

Si lamenterà sempre se deve pagare l’acqua, il coperto o il pane, specialmente in Italia. Anche se è solo una piccola somma, compensata dal prezzo dei piatti generalmente più basso della media francese, continuerà a lamentarsi e a essere sorpreso di questo costo aggiuntivo fino alla fine della sua permanenza.
“Dimentica” molto spesso di lasciare la mancia o di pagare il biglietto per i mezzi di trasporto.

4. Il look del turista francese non inganna mai

Non è necessario che i nostri connazionali aprano la bocca per essere riconosciuti a prima vista (ok, non siamo ancora al livello dei turisti tedeschi, degli inglesi pieni di crema solare o dei giapponesi armati di macchine fotografiche e berretti stravaganti). Il turista francese ha classe e, soprattutto, è un avventuriero! Che attraversi il selvaggio West, che faccia trekking sui ghiacciai in Norvegia, che visiti tutti i musei di Londra o attraversi Madrid su un trenino turistico, porterà sempre con sé almeno uno zaino Quechua. Il francese ama Quechua, e il suo miglior compagno di viaggio è la guida Routard!

5. Il turista francese è legato alla cucina francese

Il turista francese è un buongustaio: un’esperienza culinaria deludente potrebbe rovinargli la giornata, se addirittura l’intero viaggio. Perciò, per non sbagliare, ripone tutta la sua fiducia nella guida Routard. Il cibo però non sarà mai buono come quello casa, perché dopo un po’ hamburger e pancake stancano, così come pasta e pizza a ripetizione. Per non parlare del pane poi, quello è davvero buono solo in Francia.

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Au Routard, on adore manger, ce n'est pas pour rien qu'on partage avec vous nos meilleurs bons plans "bouffe" depuis 1973 ! Et que dire, ce plat de nouilles sautées au poulet, tout droit venu de Negombo, nous met l'eau à la bouche ! À table !⠀ ⠀ Petit village situé à 40 km au nord de la capitale sri-lankaise de Colombo, il compte parmi l'un des ports de pêche les plus importants du pays, de par son contact direct avec l'Océan Indien et ses célèbres canaux. Si vous passez là-bas, vous pourrez ainsi admirer son fameux marché aux poissons séchés. Tout en couleurs (et en odeurs !). Pour la petite histoire cette région aura même marqué notre linguistique, puisque c'est de là que sont nés les catamarans, embarcations qui ont donnés à Negombo sa renommée. Et il permettra peut-être même à laurenceokpa, qui a partagé avec nous ce cliché, de gagner l'un des lots mis en jeu à l'occasion de notre super concours gastronomie !⠀ Pour participer, rien de plus simple, il vous suffit de nous envoyer vos plus belles photos autour du thème "cuisines du monde". Les clichés les plus gourmands remporteront des lots tout aussi appétissants !⠀ Pour plus d'informations, ça se passe par ici : https://www.routard.com/actualite-du-voyage/cid137351-concours-photo-routard-cuisines-du-monde.html ⠀ Faites-nous saliver !⠀ ⠀ #concours #srilanka #experienceroutard #leroutard #routard #negombo #foodlover #foodporn #foodstagram

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6. Il turista francese ha bisogno di riferimenti

Ok, viaggiare è fantastico, ma il francese ha sempre bisogno di riferimenti, qualcosa che gli ricordi casa. Senza camembert o saucisson si sente subito perduto. Per trovare rassicurazione non può fare a meno di confrontare tutto ciò che scopre con quello che già conosce: “Oh sì, il Lago Powell è impressionante, mi fa pensare al Lago Salagou vicino a casa mia” o “Il Canyon di Sumidero non è male, ma non vale le Gole dell’Aveyron”. Quando passa davanti a un negozio con un nome francese è molto orgoglioso, e se passa davanti a una catena che esiste anche in Francia si tranquillizza e ci fa un salto. Infine, incontra un altro connazionale, è una festa, un po’ come se incontrasse un vero fratello in un contesto ostile, dopo aver passato anni da solo.

 

7. Parla in francese ad alta voce, convinto che nessuno lo capisca

Il turista francese all’estero non può evitare di fare commenti o critiche ad alta voce, in francese, convinto che nessuno intorno a lui lo possa capire. La sua occupazione preferita sono i commenti dispregiativi sulle persone per strada. Ecco un aneddoto a sostegno di questa tesi: mia cognata era in metropolitana a New York quando sente un giovane francese dire al suo amico, “Olalà, hai visto quella?! È bianca come un fantasma! “. Beh, giovane, se mi leggi, devi sapere che quella ragazza diafana ha capito tutto quello che dicevi, e mentre tu sei tornato in Francia a lavorare chiuso nel tuo ufficio, lei ha passato l’estate in spiaggia; ora è più abbronzata di te, probabilmente, e di certo, è più intelligente.

1 comment

  1. rolando donati says:

    Veramente una analisi perfetta, io lavoro nel turismo e ho potuto constatare la perfezione della descrizione.

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