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Arriba Barranco!

Arriba Barranco!

Daniele Germiniani continua il suo giro del mondo con la famiglia e questa settimana ci porta nel quartiere più bohémien di Lima, Barranco.

Per scoprire una città ci sono tanti modi: puoi affidarti ai tour in pullman che in poche ore ti portano a visitare i siti più importanti; puoi chiedere a una guida professionista di accompagnarti per scoprire i segreti più reconditi di ogni pietra che compone la cattedrale; puoi anche semplicemente andare a zonzo e guardarti intorno (spesso scopri di meno ma ti diverti di più).
Noi questa volta abbiamo deciso di andare alla scoperta il quartiere più bohémien di Lima, Barranco, facendoci guidare da un collettivo di artisti.


La cosa affascinante è che Rushta la nostra “guida/artista” oltre ad essere pittrice, designer, e anima del collettivo Detonador, è anche nata a Barranco, e per questo con lei abbiamo potuto veramente fare un’esperienza unica.

Ma cominciamo dall’inizio.

Arriviamo davanti alle porte dello spazio collettivo artistico Detonador alle dieci del mattino e, quando ci aprono, Tommaso esclama “WOW È BELLISSIMO” ogni volta che vede qualcosa.

Il cortile di questa ex-fabbrica riutilizzata come laboratorio artistico è pieno di biciclette e sculture: per fare una di queste sculture il collettivo ha utilizzato 4 biciclette, un’altra, una specie di triciclo (che abbiamo utilizzato anche noi) è la sintesi di almeno 3 biciclette e qualche forcella. Insomma, in un secondo siamo stati investiti dal mood creativo del posto e ci è venuta voglia di passare la giornata sperimentando cose nuove.

Rushta ci presenta alcuni degli artisti del collettivo: Jade Rivera è un muralista ed è l’autore di molti dei murales che si trovano nel quartiere. Al momento sta lavorando sul concetto della maschera e di come la utilizziamo per nascondere i nostri veri sentimenti e pensieri, togliendola solo di rado per mostrare chi siamo veramente. Ecco, forse il viaggio è uno di quei rari momenti in cui si può uscire dalle convenzioni e provare a essere la versione più autentica di noi stessi.

Invece, il lavoro di Jose UrteagaLa ilusion del dinero” è molto interessante, specialmente in un Paese come il Perù che sta crescendo velocemente, e in un quartiere come Barranco che si sta trasformando ancora più velocemente.
Le opere che catalizzano più di tutte la nostra attenzione sono però le enormi biciclette, vero simbolo degli artisti del gruppo Detonador, utilizzate per riflettere sulla mobilità sostenibile a Lima in cui il traffico è caotico 24 ore su 24.

Rustha e gli altri vedono lo sguardo implorante dei bambini (ed il mio) e in cinque minuti ci troviamo un casco in testa e sfrecciamo sul lungomare di Barranco a cavallo di una sorta di triciclo alto due metri. Incrociamo qualche runner che ci sorride, a Barranco le persone sono abituate a queste stranezze. Questo immenso triciclo però non è l’opera più grande a cui i ragazzi di Detonador hanno lavorato!


Torniamo alla base, e scopriamo Rustha ha organizzato una sorpresa per i bambini: possono lavorare l’argilla e dare libero sfogo alla loro fantasia. Tommaso si mette subito al lavoro, ha già deciso, farà una bicicletta! Martina è più indecisa, ha bisogno dei miei consigli e del mio aiuto; sono proprio questi i momenti che mi fanno ricordare perché ho deciso di fare questo viaggio.

Le nostre “opere” sono pronte. Versiamo un po’ di gesso in modo da ottenere una sorta di bassorilievo e mentre aspettiamo che si asciughi, partiamo in esplorazione del quartiere con Rustha.
Lei è nata proprio in una delle vie che incrociamo camminando: a vent’anni ha deciso di andare in Francia per scoprire le radici materne e per specializzarsi in arti visuali. È tornata vent’anni dopo, e il quartiere era cambiato.


La Bajada de Los Banos è la lunga discesa che porta verso il mare. Le case che si affacciano si dividono in due categorie: quelle che sono state ristrutturare ed oggi valgono migliaia di dollari al metro quadrato, e quelle che devono ancora essere ristrutturate delle quali ancora non si conosce il valore, dice con un sorriso Rustha.

È il prezzo che si deve pagare quando un quartiere diventa “alla moda”: aprono gallerie d’arte ed anche gli artisti hanno nuove opportunità ma di contro un po’ dell’anima originaria scivola via. Barranco ha però dalla sua un’identità forte raccontata, tra le altre cose, dai murales di Jade e di tanti altri, che riflettono sul Perù multietnico di oggi. Certo, vengono usati come sfondo per foto dei turisti, ma almeno per un momento ti costringono a pensare.

Ed è proprio questo il valore di questo giro con Rustha, artista e barranquera doc: insieme a lei abbiamo avuto la possibilità non solo di scoprire il quartiere, ma anche di riflettere sulle trasformazioni moderne.

Non c’è modo migliore per conoscere e capire una città.

Puoi seguire le avventure di Daniele e della sua famiglia sul blog e sulla pagina Facebook di Musement, e sul suo blog, iragazzistannobene.it.

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