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Il diario di viaggio dei miei 4 giorni a Londra

Il diario di viaggio dei miei 4 giorni a Londra

Cosa fare durante 4 giorni a Londra, se non è la prima volta che visitate la città? Ecco un breve diario di viaggio per prendere qualche spunto.

I voli low-cost sanno essere fastidiosi come poche cose al mondo: ritardi, aerei piccoli e poltrone scomode, bagagli ridotti che solo veri esperti di bagagli a mano sanno trattare. Tuttavia, la gioia di poter visitare una grande capitale europea pagando il biglietto meno di una maglietta di Zara, è simile, forse, solo alla gioia che procura la vista del tuo piatto in arrivo tra i tavoli del ristorante, o a quella del corriere espresso che citofona per consegnare il pacco che attendevi da settimane.

Ed è proprio con un biglietto super conveniente comprato durante il Cyber Monday che sono volata a Londra. Avendo visitato la città già diverse volte ho deciso di tornarci per quattro giorni proprio per potermi concedere il lusso di fare quello che solitamente viene tralasciato durante le prime visite per via dell’incredibile quantità di cose da fare e da vedere (è sacrosanto, del resto, dare la priorità alla Torre di Londra con i Gioielli della Corona, al British Museum e Buckingham Palace), e di avere così anche la possibilità di rivedere i posti che negli anni mi sono rimasti nel cuore, quelli che vorrei avere sempre a portata di mano, a qualche fermata di metropolitana.

Le mostre e le gallerie londinesi rientrano proprio in questa categoria: per esempio, vorrei poter ammirare i dipinti dei pittori preraffaeliti esposti alla Tate Britain almeno una volta alla  settimana. Quando ho comprato i miei voli dunque, ho pensato che sarei tornata alla Tate Britain apposta per restare in contemplazione di quei dipinti almeno per un’oretta, e ho deciso che avrei visitato nuovamente alcuni importanti musei londinesi per vedere le mostre temporanee che ospitavano in quel periodo: la retrospettiva della National Portrait Gallery sulla fotografia del ‘900 si è rivelata molto istruttiva e unica nel suo genere (oltre che gratuita), mentre alla mostra Undressed del Victoria and Albert Museum sulla storia della lingerie ho avuto la possibilità di ammirare dei capi sbalorditivi che raccontavano la storia della moda e della società.

In generale Londra offre sempre una miriade di mostre interessanti e spesso gratuite, e questo potrebbe essere già da solo un buon motivo per visitarla, ancora e ancora.


Tate Britain, la sala “1845” ospita i dipinti dei pittori preraffaeliti, photo credits Federica Giulia Sacchi

Proprio come nel caso dei musei e delle gallerie d’arte, ho sviluppato una dipendenza per alcuni cibi che posso trovare solo nella capitale britannica, e che di certo valgono il viaggio.

Le prime volte che visitavo la città, Starbucks era una tappa obbligata: non tornavo in Italia senza aver mangiato almeno una fetta di Decadent Cake e bevuto un Frappuccino al caramello. Con il passare degli anni e delle visite, ho capito che la catena di caffetterie non rappresentava la quintessenza dello spirito londinese come pensavo e ho iniziato a guardarmi intorno. Ora le mie tappe obbligate quando visito Londra sono due: Ben’s Cookies e Hummus Bros. Ben’s Cookies è il paradiso dei cookie monster. Questa bakery sforna in continuazione biscotti dai gusti sfiziosi (cioccolato bianco e cranberries, arachidi e cioccolato al latte, triplo cioccolato, cioccolato fondente e nocciole etc etc) che si distinguono da tutti gli altri biscotti che ho mangiato nella mia vita – e credetemi, ne ho mangiati proprio tanti – per la loro fragranza e per la dimensione dei pezzi di cioccolato usati per farcirli. Adatti per una colazione mentre si passeggia per Covent Garden, per merenda, ma anche per pranzo, cena e dessert.

Hummus Bros invece è il posto ideale per un pranzo veloce, gustoso ed economico. Tavoli di legno e arredamento minimale per un humus leggero e cremosissimo, accompagnato a scelta da falafel, guacamole, babaganush, pollo speziato, toubulè. Il fatto che Hummus Bros abbia vari negozi sparsi in giro per Londra lo rende il posto perfetto per pranzare ovunque ci si trovi, qualunque cosa si stia visitando.


I succulenti biscotti di Ben’s Cookies a Covent Garden

Ma cominciare a conoscere bene un città significa anche imparare a riconoscere da lontano le trappole per turisti e avventurarsi alla ricerca di posti nuovi da provare individuando i locali che sembrano più autentici. E proprio mentre ero alla ricerca dell’Hummus Bros di Soho sono passata davanti a un ristorante di cui mi hanno colpito l’atmosfera vagamente vintage e il gigantesco bancone composto da specchi e ripiani di ferro battuto pieni di ampolle e vasi di vetro. Ho scoperto così il Jackson + Rye, dove ho potuto provare piatti gustosi come la Clam Chowder, il merluzzo in crosta nera con salsa alla vaniglia e l’hamburger di gamberoni con patate dolci.

Il bello di una città come Londra è anche trovare una cosa mentre si era in cerca di un’altra. Una mattina, dopo aver fatto il giro di rito tra le bancarelle del mercato dell’antiquariato di Portobello Road, ho deciso che mi sarei spinta fino al 102 di Golborne Road per andare nel negozio di abiti vintage che si intravede in molte scene del (bellissimo) film About Time. Con mia somma delusione ho scoperto che quel negozio non c’era più (Hunky Dory si trova ora a Brick’s Lane) e che al suo posto c’era un bistrò, il Golborne Deli, proprio accanto alla porta dell’appartamento della protagonista del film. Era quasi mezzogiorno e stavo girovagando già da qualche ora, perciò ho deciso di entrarci per fare uno spuntino; ho scoperto così un posto fantastico, arredato come una vecchia drogheria, perfetto per brunch e colazioni: brioche e pane fatti in casa, uova e pancake di ogni tipo, enormi toast conditi con frutta e verdura freschissimi da consumare seduti con altri avventori a tavolacci di legno.


Brunch da Golborne Deli a Notting Hill

Come per il cibo, anche i miei gusti in fatto di shopping sono leggermente cambiati nel corso degli anni. La prima volta che sono andata a Londra avevo 15 anni, come in preda a uno stato febbrile ho visitato tutti i negozi di Oxford Street e mi sono catapultata al Camden Market, dove mi sono fatta un piercing e dei dread colorati.

Questa volta invece, ho deciso di esplorare più a fondo la zona di Notting Hill che mi ha riservato alcune piacevoli sorprese: all’interno di Portobello Green, una piccola galleria spesso dimenticata in favore delle bancarelle della zona, ci sono negozi dalla grande personalità che vendono merce prodotta da artisti e artigiani locali; tra tutte, spicca What Katie Did, una boutique arredata come un boudoir d’altri tempi dove si può trovare lingerie ispirata ai modelli dei primi del ‘900 e degli anni ‘50. Sempre in tema di vintage, Hirst Antiques Jewellery in Pembridge Road ricorda la soffitta di una vecchia zia con una passione e un ottimo gusto per gli accessori: gioielli di ogni epoca, foggia e prezzo, tutti pezzi unici, sono accatastati sugli scaffali e dentro le vetrinette rendendo la ricerca una vera e propria caccia al tesoro.

Tornare molte volte in una città ti permette anche di vedere cosa c’è nei dintorni di quella città. Per questo, dopo anni di ricerca online, sospiri di fronte alle foto altrui, timidezza e senso di colpa al momento di acquistare i biglietti, ho preso coraggio e ho deciso che proprio durante questo viaggio a Londra avrei lasciato la città per andare a visitare gli Studios dove sono stati girati i film di Harry Potter.


Il magico castello di Hogwarts all’interno degli studios Warner Bros

Sono cresciuta leggendo Harry Potter e, quando è uscito il primo film, avevo la stessa età di Harry, Ron ed Hermione. Essendomi identificata completamente con i personaggi, entrare nella Sala Grande, visitare lo studio di Silente e il laboratorio di Pozioni, è stato come ricevere – finalmente – la lettera di ammissione per Hogwarts. All’interno degli Studios Warner Bros c’è tutto quello che un fan di Harry Potter può desiderare: i costumi, gli oggetti di scena dalle bacchette agli horcrux, i set dei film come l’Hogwarts Express e il Ministero della Magia. Ho assaggiato la Burrobirra, ho passeggiato per Diagon Alley e, soprattutto, ho avuto l’opportunità di vedere i disegni preparatori e i modellini di carta che sono serviti per portare sugli schermi la magia del libro di J.K. Rowling e i prototipi che hanno dato vita a Fierobecco, a Dobby, a Fanny e ai temibili Dissennatori.


Il Boccino d’Oro, la Pietra Filosofale, lo Spegnino e altri oggetti di scena dei film di Harry Potter

La prossima volta che visito Londra potrei addirittura spingermi a fare una gita fuori porta in Cornovaglia, ma sicuramente tornerò a visitare i miei posti preferiti della città e ne scoprirò di nuovi.

Perché Londra è un libro che si voglia di leggere e rileggere, e che non annoia mai.

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