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Aprile: destinazione Sicilia

Aprile: destinazione Sicilia

“Aver visto l’Italia senza aver visto la Sicilia significa non aver visto l’Italia affatto, poiché la Sicilia è la chiave di tutto.” — Johann Wolfgang von Goethe.

Questa citazione di Goethe corrisponde alla verità: tutte le strade potranno anche portare a Roma, ma la Sicilia è piena di storia e di leggende da raccontare, e di persone generose.

Ho sempre amato l’Italia e in particolare ho sempre amato le città dove sono nati i miei nonni: Siracusa e Napoli. Nonostante sia cresciuta Boston e abbia passato la maggior parte della mia vita da adulta studiando e lavorando tra New York e Londra, l’Italia mi ha sempre richiamata a sé in qualche modo. Ho risposto a questa chiamata nel nel 2007 preparando due valigie molto grosse e lasciando New York New York per inseguire un sogno.

Io vivo a Roma, mentre parte del mio cuore e della mia anima vive in Sicilia; non ne posso fare a meno, è nel mio sangue. Proprio per questo visito la Sicilia il più spesso possibile e, fortunatamente per me, mi ci vuole solo un’ora d’aereo per raggiungerla. Ogni volta che atterro a Palermo, a Catania o a Ragusa, le mie spalle si rilassano, il sorriso mi compare sulle labbra e mi sento improvvisamente come una bambina in un negozio di caramelle. Che dire, ho trovato il mio posto del cuore e tutto ora ha un senso.


Piazza del Duomo, Siracusa

Dato la mia propensione innata nei confronti della Sicilia, pensavo di essere folle ad amare così incondizionatamente un’isola piena di contraddizioni, contrasti ed estremi, ma ho visto amici perdere la testa per questa terra dopo soltanto una visita.
Dai alla Sicilia la possibilità di farti innamorare.
Che io mi stia rilassando su una spiaggia incontaminata nella riserva naturale di Vendicari, che stia esplorando le rovine antiche dei templi di Segesta, Selinunte o Agrigento, che stia facendo trekking sull’Etna, che stia girovagando per i mercati di Palermo, di Catania o di Ortigia provando il famoso cibo di strada siciliano o stia facendo un salto alle Isole Eolie per pranzare con gli amici di domenica, la lista delle cose stupende che si possono fare in Sicilia è infinita. La Sicilia ha qualcosa da offrire a tutti per tutti.

La Sicilia è un museo a cielo aperto. Ovunque si vada, non c’è scampo dai 3000 anni di storia di quest’isola che è stata un crocevia strategico per chi voleva raggiungere l’Europa. Le tracce di greci, romani, fenici, arabi, normanni, franchi, germani, spagnoli e italiani sono evidenti nei monumenti e nei siti archeologici, e sono inestricabilmente intrecciate con le tradizioni culinarie e culturali. La Sicilia è un vero meltin pot delle antiche civiltà del mediterraneo.

Sette dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO si trovano in Sicilia, ognuna con la propria storia e con le proprie caratteristiche geologiche. Io sono andata alla scoperta di tutte, e mi sono innamorata di tutte. Ho passeggiato a Noto, Modica e Scicli, le mie città preferite nella Val di Noto dove il tardo Barocco è molto presente sia nell’arte che nell’architettura, sono andata alla scoperta delle costruzioni arabo-normanne di Palermo e mi sono arrampicata insieme a mio padre sul vulcano attivo più alto d’Europa: porterò per sempre con me queste esperienze e questi luoghi.


L’antico anfiteatro greco a Taormina

Potrei scrivere fiumi di inchiostro sulle bellezze archeologiche della Sicilia, ma lascerò che lo facciano gli esperti. Scriverò invece della generosità, del calore e della passione delle persone, e anche del cibo siciliano e del vino, poiché queste sono le cose che mi sono riportata indietro da ogni viaggio in Sicilia. I miei ricordi più preziosi riguardano i periodi che ho passato con gli abitanti del posto, che ormai sono diventato miei amici. Sono stata invitata nelle loro case, nelle loro cucine, e ho condiviso con loro tantissimi pasti. I siciliani si sono decisamente conquistati il mio affetto!

Quella che era iniziata come una visita sull’Etna alla vigna di Giuseppe e Valeria, è diventata un pranzo fatto in casa di tre ore. Ho imparato diverse cose sulle tradizioni della famiglia in fatto di vino, quelle che hanno reso possibile trasformare un hobby in un business. Ho preparato lo sfincione e ho bollito le salsicce nel Nero d’Avola a Ragusa con Alessandra e Angela a Ragusa.
Vicino a Palermo, insieme a Francesco, ho scoperto Centopassi, la branca vinicola della cooperativa Libera Terra che coltiva le terre confiscate alla mafia; producono vino su una terra che era corrotta ed educano i visitatori a questa realtà brutale ma in evoluzione. Ammiro il loro coraggio e la loro perseveranza.
A Ortigia con Giulia ci siamo scambiate racconti sui nostri nonni che erano entrambi pescatori. Ma forse, la storia racconta meglio l’ospitalità, riguarda una domenica in cui mi stavo gustando un pranzo in trattoria con alcuni amici di Boston; qualche tavolo più in là c’era un produttore di vini che avevo conosciuto poco prima, e ci ha invitati a seguirlo nella sua fattoria e a casa sua. Abbiamo passato ore camminando nei suoi giardini e nelle sue vigne con l’Etna alle nostre spalle,  mangiando fichi freschi presi dagli alberi. Io ho fatto da interprete per i miei amici e loro, ancora oggi, nonostante siano passati molti anni, ricordano quel giorno come il migliore della loro vacanza.

L’amore dei siciliani per la loro cara Sicilia è contagioso. Io sono stata contagiata, sperò lo sarete anche voi.


Le vigne vicino all’Etna

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