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Il presepe nel mondo, 5 tradizioni uniche nel loro genere

Il presepe nel mondo, 5 tradizioni uniche nel loro genere

Il periodo che precede il Natale è magico e contraddistinto dalla preparazione dell’albero di Natale e del presepe. Musement vi racconta le tradizioni diverse e pittoresche di 5 luoghi in Italia, in Europa e nel mondo.

Il periodo che precede il Natale è magico: luci, festoni, neve, gli alberi di Natale decorati e il presepe. Preparare il presepe è un vero e proprio rito. Come prima cosa viene preparata la scena, che nel presepe storico ha l’obiettivo di riprodurre il più fedelmente possibile l’ambientazione della Natività, e dunque la Palestina; il paesaggio deve essere sabbioso, ma ricco di cespugli e fiori, senza corsi d’acqua e con case basse e bianche, e a fare da sfondo ci deve essere una locanda con una grotta. In seguito vengono posizionate le statuine, ognuna con un ruolo diverso e con un momento preciso per entrare in scena, proprio come a teatro; i pastori e i personaggi che assistono alla nascita di Gesù sono seguiti da Maria e Giuseppe, che iniziano il loro percorso il primo dicembre da un angolo del presepe e che, con il passare dei giorni, si avvicinano sempre di più alla locanda per poi posizionarsi alla Vigilia dentro la grotta insieme al bue e all’asinello. La notte del 24 dicembre viene posizionato il Bambin Gesù dentro la mangiatoia circondato dagli angeli. Infine viene posta una stella cometa sopra la grotta come segnale per i Re Magi che arrivano il giorno dell’Epifania portando doni da lontano.

La tradizione del presepe affonda le sue radici nel cattolicesimo, e per questo motivo nei Paesi europei luterani come la Svezia e la Finlandia fu vietato e contrastato per secoli (contrariamente all’usanza dell’albero di Natale che non fece fatica ad affermarsi). Questo divieto venne superato negli anni ’20 e da allora il presepe è diventato una tradizione anche in Svezia dove possiamo trovarlo in ospedali e chiese, mentre in Finlandia è comune usanza far interpretare la scena della Natività ai bambini nelle scuole.

La tradizione del presepe è molto variegata e la scena della Natività viene reinterpretata e caricata di usanze diverse a seconda del luogo in cui viene preparato. Ecco dunque 5 tradizioni diverse e pittoresche che contraddistinguono 5 luoghi diversi, in Italia, in Europa e nel mondo.

 

Il presepe napoletano

La tradizione napoletana del presepe è senz’altro quella più famosa e, a differenza del presepe storico, è composto da due parti, il mistero e il diversorio. Nel mistero vengono collocati Maria, Giuseppe, Gesù, gli angeli, il bue e l’asinello; nel diversorio si trovano la taverna, l’annunzio e il mercato. La scena non si svolge in Palestina, ma un ambiente di montagna e lo sfondo è colorato vivacemente nei toni del rosa, dell’ocra e del mattone per rappresentare un tramonto invernale. I personaggi del presepe napoletano sono moltissimi: c’è il pezzente, lo zoppo, il cieco, la gloria degli angeli, la zingara, il Benino – il pastore che dorme e che si perde la scena – e infine il seguito dei Re Magi con i Mori. Nella cultura napoletana la tradizione del presepe è importantissima: non solo infatti via San Gregorio Armeno a Napoli ospita le botteghe degli artigiani di presepi più antiche e visitate del mondo (i turisti amano comprare sia le statuine tradizionali che quelle che raffigurano politici e personaggi famosi), ma al Museo Nazionale di Capodimonte c’è un’intera area dedicata ai meravigliosi presepi del 1500-1600. Inoltre, nella celebre pièce teatrale Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo, l’indimenticato drammaturgo napoletano, la trama ruota intorno alla mania del protagonista per la preparazione del presepe (“te piace o presepio” è anche l’ultima frase della piéce).


Botteghe dei presepi in San Gregorio Armeno, Napoli

Il presepe piemontese

In Piemonte, nell’Italia settentrionale, troviamo una tradizione locale molto particolare. Il presepe piemontese presenta infatti la statuina del Gelindo. Secondo la tradizione, il Gelindo è il primo a raggiungere sulla scena e secondo alcune fonti è proprio lui che ospita nella sua capanna Giuseppe e Maria che giungono a Betlemme. È tradizionalmente rappresentato con un agnello sulle spalle mentre suona la zampogna. Al Gelindo è anche intitolato un testo teatrale in lingua piemontese: si tratta di una rappresentazione, per metà sacra e per metà comica, da rappresentare nel periodo natalizio e narra di come Gelindo, un pastore burbero ma dal cuore d’oro lascia la sua casa in Monferrato per andare a Betlemme per obbedire al censimento dell’imperatore. Proprio a Betlemme incontra e aiuta Giuseppe e Maria.


Il Gelindo, personaggio tipico del presepe piemontese rappresentato con un agnello sulle spalle

Il presepe catalano

Ci spostiamo in Spagna, per la precisione nella regione della Catalunya. Qui, il presepe tradizionale presenta un personaggio che non si trova in altri presepi, il Caganer. Ehm… sì, si chiama così proprio per il motivo che immaginate. La sua statuina rappresenta un pastore accovacciato con i pantaloni calati, con indosso un berrettino rosso e una cintura che sono i tipici costumi catalani. Il Caganer viene posizionato da alcuni nel centro della scena, da altri invece viene collocato in una posizione un po’ più defilata e consona al bisogno che sta espletando. La domanda sorge spontanea: qual è il significato di una statuina di questo tipo al cospetto della Sacra Famiglia? Ebbene, pare che la sua funzione sia scaramantica: è fonte di fortuna e allegria, e viene ricondotto alla fertilità della terra. È dunque di buon auspicio per l’anno a venire e non includerlo nella scena della Natività porta sfortuna.


Statuina del Caganer, l’irriverente personaggio del presepe catalano

Il presepe peruviano

Anche in Perù il Natale viene celebrato con la preparazione del presepe. I conquistadores cattolici portarono il Natale in questo Paese nella metà del ‘500 e la popolazione, nel corso dei secoli, ha fatto propria questa festività amalgamandone le caratteristiche originarie con quelle delle tradizioni andine precedenti. Il presepe peruviano è l’esempio paradigmatico di come le tradizioni si siano fuse creando un risultato spettacolare: viene infatti allestito all’interno del guscio essiccato delle zucche e riempito da un folla di minuscole e coloratissime statuine abbigliate con costumi tradizionali peruviani. Se guardate con attenzione, noterete che una pecora e un lama riscaldano Gesù nella mangiatoia al posto del bue e dell’asinello. L’impressione che se ne ricava è quella di una vera e propria moltitudine in festa per la nascita di Gesù Bambino.


I lama, statuine tipiche nel presepe peruviano

Il presepe vivente a Dublino

Dal 1995 il Dublin City Council e l’Irish Farmers Association hanno dato vita a una tradizione peculiare e bellissima, il Live Animal Crib. Si tratta di un presepe costituito da statue a grandezza naturale e animali in carne e ossa. Ogni anno l’Irish Farmers Association contribuisce portando in città, l’asino, pecore e capre: gli animali vengono portati a Dublino tutte le mattine e riportati alla fattoria la sera, quando l’evento chiude. Il Live Animal Crib si trova alla Mansion House di Dublino ha come scopo quello di trasmettere un messaggio di semplicità in linea con lo spirito natalizio e di portare un pezzo della campagna nel cuore di Dublino e nelle sue vibranti strade. Inoltre questa manifestazione permette ai bambini di entrare in contatto con gli animali e, anche se l’ingresso è gratuito, i visitatori posso fare un’offerta; il ricavato viene donato in beneficenza alla Mansion House Fuel Fund.

Il Live Animal Crib è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 11 alle 18 fino alla Vigilia di Natale, in cui resta aperto solo fino alle 14.


“Dawson Street – Christmas 2009” di William Murphy is licensed by CC BY-SA 2.0. Persone in coda per visitare il Live Animal Crib alla Dublin Mansion House

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