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8 cose che non sapevi sul Colosseo

8 cose che non sapevi sul Colosseo

Scopriamo insieme 8 curiosità sul monumento più famoso di Roma, il Colosseo.

“Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa… e avrò la mia vendetta… in questa vita o nell’altra.”

Una folla in visibilio, lo sguardo sconvolto dell’Imperatore Commodo (Joaquin Phoenix) e quello fiero di Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe), sullo sfondo il Colosseo.
Teatro di morte sangue e spettacolo nell’Antica Roma, protagonista di molte pellicole di grande successo tra le quali il sopra citato film Il Gladiatore di Ridley Scott e uno dei simboli di Roma, il Colosseo accoglie ogni anno visitatori da tutto il mondo, ed è stato il monumento più visitato d’Italia nel 2017 con 7 milioni di accessi. Scopriamo insieme otto cose che forse non sapevi sul Colosseo.

1. Colosso/Colosseo

La teoria più accreditata sull’origine del soprannome con cui tutti conosciamo l’Anfiteatro Flavio è quella che riguarda la presenza di una gigantesca statua. La statua rappresentava Nerone, ed era alta più di trenta metri: un vero e proprio colosso. Dopo la morte di Nerone, Adriano fece spostare la statua (ci vollero 24 elefanti per portare a termine l’impresa!), ma fino agli anni ‘30 del Novecento il suo basamento rimase lì, accanto all’Anfiteatro Flavio, a testimonianza della presenza del colosso.

2. Numeri

Il Colosseo misura 48.5 metri di altezza e l’arena interna copre una superficie di 3.357 m². Si tratta di numeri notevoli e l’impatto del monumento per chi si trova di fronte al Colosseo per la prima volta è decisamente impressionante. Fa quindi sorridere pensare che proprio Ridley Scott, il regista de Il Gladiatore, non rimase affatto impressionato dal monumento: in occasione del sopralluogo rimase talmente poco colpito dal Colosseo e dalle sue dimensioni a suo dire “modeste” che preferì girare le scene ambientate nell’arena utilizzando un plastico realizzato a Malta e ingrandito a computer a suo piacimento.

3. Celebrazioni antiche e moderne

Se nella modernità è stato Ridley Scott a rinnovare il fascino immortale dei giochi sanguinari tra gladiatori che si svolgevano nel Colosseo, nell’antichità fu il poeta Marziale a fare una grande pubblicità al monumento: dedicò all’Anfiteatro Flavio un libro in versi che si apriva glorificando l’opera, paragonandola – e decretandola superiore – ad altre meraviglie del mondo come le Piramidi, e l’Altare di Apollo a Delo.

4. Notturno romantico

Il Colosseo era un tappa obbligata per i giovani nobili e per gli intellettuali che nell’Ottocento partivano per il Gran Tour dell’Italia e dell’Europa e, dopo che Goethe e Lord Byron raccontarono con toni ispirati quanto fosse stato bello visitare il Colosseo di notte, tutti i grantourist si precipitarono a Roma per entrare nel Colosseo dopo il tramonto e vivere la stessa incredibile esperienza estetica. Proprio come accade oggi, quando i travel blogger scrivono meraviglie di qualche posto poco turistico rendendolo in un attimo meta mainstream (ops! Colpevoli!), la quantità di visitatori del Colosseo in notturna dopo la pubblicazione del Manfred di Byron aumentò esponenzialmente e l’esperienza divenne meno estatica e romantica per tutti.

5. Un giardino fiorito

Sono molti i quadri e le cartoline che ritraggono il Colosseo adornato da una vegetazione lussureggiante. Non si tratta di una licenza fantasiosa dei pittori, bensì dello stato del monumento, almeno fino a quando Roma non divenne la capitale dell’Italia unita: piante, erbe e fiori che sbucavano rigogliose dalle arcate del Colosseo vennero sacrificate per sradicare le erbacce, e questa pulizia fu fatale per tutto l’ecosistema.

6. Dimora di Satana

Nel Medioevo era convinzione comune che il Colosseo fosse la dimora del Diavolo: si diceva che fosse nato come tempio dedicato al Sole e per questo era considerato un luogo adatto per fare sortilegi e incantesimi. Nella biografia di Benvenuto Cellini (1558) troviamo una testimonianza molto interessante in questo senso: Cellini racconta che si recò al Colosseo insieme a un prete e a un negromante per fare un rito i cui ingredienti erano cerchi disegnati sulla sabbia, pentacoli, canti, aspersione di profumi e un “fanciulletto vergine”.

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7. Arena musicale

Se in antichità i Romani si divertivano con battaglie, scannamenti e altre cose dilettevoli di questo tipo, nella modernità il Colosseo è diventato teatro di attività ricreative più tranquille: nel 2003 Paul McCartney ha suonato per 400 persone (che hanno pagato mille euro ciascuno per assistere allo spettacolo) e vi si sono esibiti anche Ray Charles, Andrea Bocelli e Roberto Bolle.

8. Colosseo pop

Il Colosseo è anche parte della cultura pop. Nel film del 1953 Vacanze Romane, i bellissimi Gregory Peck e Audrey Hepburn passano davanti all’Anfiteatro a bordo della mitica Vespa, e nel 1978 il Colosseo appare trasformato in hotel e ricoperto di cemento nell’episodio distopico Ranxerox a New York del fumetto di Tamburini e Liberatore. Inoltre nel 2004 il marchio Pepsi ha girato uno spot ambientato al Colosseo con delle gladiatrici d’eccezione, Beyoncè, P!nk e Britney Spears.

Fonti:

K. Hopkins, M. Beard, Il Colosseo. La storia e il mito, Laterza, Bari 2008.

M. Borelli, Colosseo. Due o tre cose che so di lui, L’Orma, Roma 2015

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