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Cosa vedere nel Lazio: bellezze da non perdere

Cosa vedere nel Lazio: bellezze da non perdere

Se sei indeciso su cosa vedere nel Lazio sappi di non essere da solo. Tra tante bellezze da scoprire, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

In questo periodo storico, in cui dobbiamo farci bastare gli spazi a noi vicini, abbiamo finalmente l’occasione di scoprire tutti i tesori nascosti della nostra bella Italia.

Quelle che vi proponiamo qui sono solo alcune delle tantissime bellezze sparse nella regione Lazio, sperando possano essere d’ispirazione anche per tutti i lettori impossibilitati a raggiungerci ora ma che speriamo di poter accogliere presto.

Ecco quindi il nostro articolo su cosa vedere nel Lazio, buona lettura!

Civita di Bagnoregio

La prima della lista, ma non per importanza, è Civita di Bagnoregio, una particolarissima frazione del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, abbarbicata sulla cima di una montagnola. A causa dell’ambiente ostile in cui sorge, soggetto a fenomeni erosivi che sì lo rendono così particolare, ma anche fortemente a rischio di esistenza, Civita di Bagnoregio viene anche chiamata La città che muore. Questo progressivo sgretolarsi ha portato ad un inevitabile spopolamento, tale da trasformarla in città fantasma.

Con radici in epoca etrusca, per molti secoli, gli abitanti di Civita hanno dovuto far fronte alle sempre maggiori limitazioni dell’area del centro storico, provocate dall’erosione e le frane frequenti, e realizzare nuove vie d’accesso alla cittadina. Ne è un esempio il Bucaione, il famoso tunnel scavato direttamente nella roccia sedimentaria del monte. L’aspetto attuale del borgo risale però alla fine del Medioevo e da allora è rimasto tutto pressoché intatto. Civita di Bagnoregio è inoltre nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Le sue peculiarità e la sua fragile esistenza meritano certamente una visita al più presto!

 

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Bomarzo

Nella provincia di Viterbo, non lontano da Roma, sorge il Parco dei Mostri, anche chiamato il Sacro Bosco Di Bomarzo. Un luogo dai misteri irrisolti, che ha suscitato persino la curiosità del grande artista Salvador Dalì, tanto da avergli ispirato la sua creazione La Tentazione di Sant’Antonio. Il motivo della sua creazione è tutt’ora un mistero, c’è chi crede sia stato commissionato dal principe Orsini come regalo a sua moglie, e chi crede sia stato creato semplicemente per stupire i suoi visitatori.

La statua più fotografata del parco, è senza dubbio quella dell’Orco, la quale invita il visitatore ad entrare all’interno della sua bocca, con la frase «Ogni pensiero vola», anche se quella originaria era «Lasciate ogni pensiero voi che entrate» creando un parallelo col celeberrimo Inferno di Dante. Dopo che Salvador Dalì rese celebre questo parco, a metà del secolo scorso, la famiglia Bettini si incaricò di restaurarlo, portandolo alla magnificenza che ancora oggi ammiriamo. Il Sacro Bosco di Bomarzo però, così come tutte le sue sculture, rimarranno per sempre un mistero irrisolvibile. Ma forse è proprio questo a rendere il parco ancora più affascinante!

 

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Giardini di Ninfa

Il Giardino di Ninfa, a pochi chilometri da Latina, è un monumento naturale di una bellezza rara, il cui delicato equilibrio ambientale, lo rende visitabile solo in alcuni giorni dell’anno.
Il suo nome deriva da un piccolo tempio romano situato dentro al giardino, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive.
La sua creazione si deve alla famiglia Caetani che lo avviò nel XVI secolo, tuttavia solo nell’Ottocento, la moglie di Onorato Caetani, Ada Bootle-Wilbraham, insieme ai suoi figli, realizzò un vero e proprio giardino in stile anglosassone, restaurando alcune rovine tra cui il Palazzo Baronale, piantando nuovi alberi e bonificando le paludi.

I Caetani si sono sempre occupati della cura del giardino fino all’ultima erede, Lelia, che ha aggiunto diverse specie botaniche e ha istituito la Fondazione Roffredo Caetani che ancora oggi si occupa della tutela del giardino di Ninfa e del Castello di Sermoneta.

 

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Isole Pontine

Se si ha voglia di spingersi più in là invece, nel Mar Tirreno, a poche decine di chilometri dalla costa laziale, si trova l’arcipelago pontino, che comprende le isole di Palmarola, Santo Stefano, Gavi, Zannone, Ventotene e Ponza.

Quest’arcipelago riesce a soddisfare le passioni di molti: chi ama il trekking potrà godersi piacevoli passeggiate nell’isola di Zannone e in quella di Santo Stefano, con i loro selvaggi paesaggi naturalistici. Chi è appassionato di sub resterà ammaliato dai fondali tra Ponza, Zannone e Ventotene, sui cui fondali ci sono ancora relitti di piroscafi affondati durante la Seconda Guerra Mondiale, e alcune navi romane. Chi vuole godersi paesaggi meravigliosi, perderà la cognizione del tempo con le vedute mozzafiato di Palmarola e Gavi, prevalentemente caratterizzate da rocce.

Infine, la tradizione culinaria delle isole pontine è una della più antiche e saporite, un mix tra la cucina romana e i sapori tipici delle località marittime.

 

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Necropoli della Banditaccia

Nei dintorni di Cerveteri, su una rupe in tufo, sorge la Necropoli della Banditaccia, la più importante tra molte altre necropoli della zona. Si estende per circa 100 ettari e si trova a meno di 2 km a nord-ovest della città. La Necropoli di Banditaccia è unica nel suo genere, in quanto è, a tutti gli effetti, una città destinata ai defunti, con case, strade, piazze ed edifici di vario genere. Caratteristiche sono le vie cave, ovvero strade scavate interamente nel tufo, tipiche anche di paesi come Pitigliano, Sorano e Sovana, in Toscana. La prima campagna di scavo fu realizzata tra il 1906 ed il 1936 dall’archeologo Raniero Mengarelli. A lui si deve il merito di aver riportato alla luce la via principale di questa necropoli, chiamata “Via degli Inferi” nel 1927.

Se doveste decidere di visitare la Necropoli della Banditaccia, noi di Musement vi consigliamo anche una passeggiata fino alle Cascatelle di Cerveteri, un luogo selvaggio, definito, insieme a Bracciano, l’Amazzonia dell’alto Lazio.

 

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Monte Gelato

Situato nella Tuscia, tra i comuni di Calcata e di Mazzano Romano, Monte gelato è uno degli scenari più suggestivi del Lazio. Un posto incantato e fuori dal tempo, con le sue cascate talmente belle da essere state più volte, lo sfondo di numerose scene cinematografiche. Qui, ci si può dilettare in diverse attività, quali il trekking, l’arrampicata, la passeggiata a cavallo e il percorso avventura per i più piccini, ma solo addentrandosi per diversi chilometri è possibile scoprire qualche pezzo di storia. Una villa romana del primo secolo a.C. ad esempio, o addirittura persino delle tombe etrusche!

La Mola Di Monte Gelato invece, è l’highlight di questo luogo. Realizzata nel 1830 dalla famiglia Del Drago, un’antica famiglia nobile originaria di Viterbo, La Mola Di Monte Gelato è un insieme di edifici, tra cui due torri medievali e il mulino ad acqua, costruito sui resti di quello vecchio. La struttura è stata abbandonata dagli anni 60 e restaurata recentemente. Oggi ospita un museo e un punto informativo per i suoi visitatori. Dista solo 45 km da Roma ed è una meta perfetta per le vostre gite fuori porta.

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