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Alla scoperta di Kochi

Alla scoperta di Kochi

L’India è uno dei luoghi più affascinanti al mondo a livello paesaggistico e culturale, e oltre a Delhi, Mumbai e Goa, ci sono piccole perle storiche come Kochi dove vale la pena trascorrere qualche giorno. La sua tranquillità e il suo carattere internazionale potrebbero addirittura farvi dubitare di trovarvi in India.

Kochi, o anche Cochin, è una città dell’India sud occidentale che ha una storia interessante. Per secoli è stata uno dei porti più importanti dell’Asia per il commercio delle spezie e quindi un punto strategico non solo per le vicine popolazioni arabe, ma anche per i coloni europei – portoghesi, olandesi, inglesi – dal XVI al XVIII secolo.

Viaggiare in India può non essere semplicissimo, specialmente nelle grandi città dove il trambusto metropolitano unito al rumore incessante di clacson e automobili possono essere molto stressanti. In questo senso, Kochi è  una sorta di oasi dove respirare e prendersi una pausa, il luogo ideale per rilassarsi nei centri ayurvedici con un massaggio prima di riprendere il cammino completamente ricaricati di nuova energia.

Kochi è inoltre uno degli aeroporti più importanti del sud dell’India e vi fanno scalo per le Maldive o per Sri Lanka diverse compagnie aeree.

 

FORT KOCHI

Camminando per le strade di FORT KOCHI sembra di passeggiare in una città del nord Europa: le dominazioni europee hanno lasciato un segno tangibile nella città, specialmente nell’architettura dei palazzi e delle costruzioni. Oggi, nell’area di Fort Kochi, tutte quelle che un tempo furono le ville dei coloni sono state trasformate in eleganti hotel.

Il forte costruito dai portoghesi per proteggere le fabbriche dagli attacchi arabi venne quasi completamente distrutto dagli olandesi una volta conquistata la città, ma una parte di esso è ancora visibile. Questa è l’area più turistica, ricca di piccoli negozi e ristoranti (che servono anche birra, bandita nella maggior parte dei locali in Kerala), ma è anche nota per la presenza delle reti da pesca cinesi che caratterizzano il paesaggio della città al punto da essere le protagoniste della maggior parte delle cartoline che la raccontano.

Queste reti da pesca sono presenti in tutta l’area circostante la città, ma proprio a Fort Kochi è possibile vederle da vicino, fare le foto di rito e, perché no, aiutare i pescatori a sollevarle dall’acqua grazie ad un gioco di carrucole per controllare quanto pescato. In questo caso una mancia è gradita, anche se non obbligatoria.


Pescatori al lavoro

ST. FRANCIS CHURCH E LA BASILICA DI SANTA CRUZ

La chiesa di St. Francis e la Basilica di Santa Cruz sono due delle chiese più antiche della città e risalgono al XVI secolo, quando i portoghesi arrivarono a Kochi. Le successive dominazioni hanno contribuito alla loro conservazione e restauro mantenendole tutt’oggi in perfette condizioni. Quella di St. Francis è una chiesa di legno e argilla costruita dai portoghesi nel 1503; vi è sepolto il navigatore Vasco Da Gama e la sua tomba si trova nell’area est della chiesa. La Basilica di Santa Cruz invece stupisce per la sua imponenza e per la ricchezza dei decori e dei dettagli che ne caratterizzano la facciata esterna e l’interno.

 


La Basilica di Santa Cruz

DUTCH PALACE

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Dutch Palace di Mattancherry, di olandese ha ben poco. Fu infatti costruito dai portoghesi e donato al Raja che aveva concesso loro di aprire una via di commercio con l’Europa. Quando gli olandesi arrivarono a Kochi restaurarono il palazzo per il Raja.

L’interno del Palazzo è caratterizzato da soffitti di legno a cassettoni in legno, che raccontano l’abilità degli artigiani; le pareti invece sono decorate con scene tradizionali dipinte con i cinque colori tipici dell’arte e della cultura del Kerala. I disegni sono fitti e raccontano la storia di Ramayana: dal sacrificio di Dasaratha fino al ritorno di Sita dallo Sri Lanka dopo la sua liberazione. L’India è ricca di affascinanti storie e leggende che hanno come protagonisti divinità, personaggi che si reincarnano e simboli mistici da interpretare, perciò è fondamentale farsi accompagnare da guida esperta per affrontare al meglio questo viaggio fantastico alla scoperta di questa affascinante cultura.
LA SINAGOGA

La sinagoga di Kochi venne costruita nel 1568, quando un elevato numero di ebrei si riversò in India alla ricerca di riparo dalle persecuzioni che insanguinavano già allora la loro terra. Qui, nel quartiere di Jew Town, hanno costruito le loro abitazioni e la sinagoga dove si ritrovano a pregare. Il pavimento di questo luogo sacro è completamente ricoperto da piccole piastrelle quadrate, provenienti dalla Cina e decorate a mano, mentre il soffitto è decorato da  numerosi lampadari provenienti dall’Europa. Oggi abitano a Jew Town solamente cinque ebrei. Le case, i negozi di spezie e di antiquariato sono oggi animati dal sorridente popolo indiano che accoglie i turisti con una vasta scelta di pezzi d’artigianato e souvenir di ogni genere.

LA LAVANDERIA TRADIZIONALE

Una tappa del tour ci porta a quella alla lavanderia, un vero e proprio luogo di interesse poiché è ancora attiva e fedele alle regole della tradizione indiana. Appena superato l’ingresso si possono notare uomini e donne alle prese con pesanti ferri da stiro riscaldati dai carboni ardenti del legno della noce di cocco, mentre a sinistra sono collocate le asciugatrici, fondamentali durante la stagione dei monsoni in cui non è possibile stendere all’aperto. Proseguendo, ci sono piccoli cubicoli con vasche d’acqua corrente dove avviene il lavaggio “violento”: violento perché i panni, una volta insaponati, vengono sbattuti con forza contro la pietra per poi essere risciacquati.
Infine, si apre davanti ai nostri occhi una distesa infinita e colorata di panni stesi ad asciugare.


Il Dutch Palace

 

Foto di Nicoletta Crisponi

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