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Aspettando Wimbledon

Aspettando Wimbledon

Marco D’Arienzo ci racconta Wimbledon, il torneo di tennis più atteso dell’anno.

Silenzio. Tombale, religioso. Che nessuno osi fiatare durante gli scambi. Servizio e dritti a rete per giocare la volée, la pallina colpisce il gesso e schizza via. La sensazione, unica, di respirare l’aria del Center Court, il giardino più famoso al mondo, con i riflettori perennemente puntati sul Royal Box, il Trono Reale su cui, per due settimane, siedono Principi e Star di tutto il mondo. Di pubblicità, in campo, neanche l’ombra, da queste parti vince la tradizione – d’altra parte, è l’unico Major organizzato da un circolo privato, oltre ad essere il più datato, impregnato di storia in ogni angolo. L’Henman Hill, ad esempio, battezzato poi Murray’s Mound dopo il capolavoro dello scozzese datato 2013 che ha coronato il sogno di un intero paese. Un maxischermo gigante che trasmette in diretta dal campo centrale e consente a chi non è riuscito a trovare il biglietto di poter vivere, in ogni caso, un’esperienza indimenticabile.

Indimenticabile come ogni singolo attimo vissuto nel Tempio, o come le notti trascorse in fila alla ricerca del prezioso ticket. A Wimbledon Park, anche la “queue” è diventata leggenda. Ragazzi, adulti, addirittura anziani e famiglie con bambini: ore ed ore trascorse in tenda nell’attesa del proprio posto in paradiso. Nascono amicizie, scambi di opinioni, magari anche amori. Succede anche questo, sì, tra una vaschetta e l’altra di fragole con la panna, accompagnate da un calice di Pimm’s o sorseggiando il classico tè delle cinque.

Fascino, prestigio, magia, eleganza, storia, e tradizione centenaria. E, soprattutto, Roger Federer. Che poi, diciamocela tutta, basterebbe anche da solo. L’All England Club sta per aprire le porte all’evento dell’anno, atteso con trepidazione da tutti gli amanti del tennis e dello sport in generale. Perché non serve amare necessariamente il tennis per sgranare gli occhi dinnanzi ad uno spettacolo simile.
Semplicemente Wimbledon, insomma, o come amano chiamarlo gli inglesi, “The Championships”. Wimbledon rappresenta molto più di un semplice torneo: è uno status, un’occasione per i britannici di rivendicare con orgoglio la propria appartenenza alla nazione ed un appuntamento fisso per i turisti da tutto il mondo che vogliono poter raccontare, un giorno, di esserci stati. Poter dire che sì, per due settimane si sono sentiti anche loro dei perfetti inglesi. Il gioco, il campo, gli atleti… quasi un contorno. Ogni dettaglio è un tassello che rende l’evento memorabile, capace di attirare un flusso in costante crescita di appassionati e, sempre di più, anche di semplici curiosi. Per la gioia degli organizzatori, e non solo. Sullo sfondo di Church Road, infatti, la magica Londra. Una scusa quasi perfetta per combinare il soggiorno a Wimbledon e una toccata e fuga nella città dei sogni.

Big Ben, Tower Bridge, London Eye, Buckingham Palace con l’affascinante cambio della guardia, il Tamigi da esplorare a bordo di una meravigliosa crociera panoramica. Londra però offre anche la possibilità di vivere esperienze più personalizzate, vere e proprie avventure alla scoperta di tutto ciò che ha reso la capitale inglese celebre nel mondo. Madame Tussauds, per esempio, ma anche il Sea Life London Aquarium, lo zoo di Camden e lo Shakespeare’s Globe, il teatro elisabettiano dove si esibiva il celebre poeta. Negli ultimi anni, poi, “The Making of Harry Potter”, uno straordinario viaggio alla scoperta del mondo del maghetto più famoso del cinema all’interno degli Warner Bros Studios, è diventato una straordinaria calamita per i Potterhead e non solo.

La data da cerchiare in rosso sul calendario, insomma, è il 2 luglio. Alle 12:30 italiane, infatti, si accenderanno le luci su Wimbledon Park ed inizierà uno dei più grandi spettacoli della storia dello sport. Anche quest’anno, manco a dirlo, favorito numero uno per la vittoria finale è Roger Federer, The King. Trentasette primavere ad agosto, ed un palmares che mette i brividi. Probabilmente il più grande di tutti i tempi, sicuramente il più amato. A Church Road, in particolare, lo svizzero è una sorta di divinità: sono addirittura otto i titoli già conquistati nel giardino di casa. Non esiste un singolo appassionato che girovaghi all’interno della struttura senza indosso qualcosa che rimandi al suo nome. “RF”, le due lettere magiche che hanno fatto la fortuna della Nike: cappellini, maglie, scarpette, ma anche bandiere, striscioni, vere e proprie dichiarazioni d’amore a cui Roger, siamo sicuri, risponderà con la solita tenerezza.
A rovinargli la festa, ci proveranno anche quest’anno i restanti pezzi dello scacchiere “Fab Four” che, per anni, ha monopolizzato il tennis mondiale. Ma rispetto al passato, le cose sembrano leggermente cambiate. Rafael Nadal, l’eterno rivale, è reduce dalla consueta trionfante stagione sul rosso che, però, ha risucchiato tante energie arrivando, per un attimo, a mettere in discussione persino la sua partecipazione al torneo.

Novak Djokovic, invece, è tornato in attività già da qualche mese, ma sembra essere la brutta copia del fenomeno che ha monopolizzato per anni il circuito maschile. Occhio dunque ai campioni di domani. E anche di oggi, come Sasha Zverev e Nick Kyrgios, attesi da un primo exploit slam. Poco più indietro Dominic Thiem, sfavorito dalla superficie ma reduce dalla finale contro Rafa al Roland Garros. Guai a dimenticare, poi, i grandi battitori che ogni anno attendono la stagione sull’erba per fare la voce grossa. E allora attenzione ai soliti Cilic, Raonic, Isner, Anderson, Querrey. In ogni caso, insomma, spettacolo garantito.

In campo femminile, invece, occhi puntati su Serena Williams. La pluricampionessa americana è tornata in campo a Parigi dopo la nascita della primogenita ed è pronta a dettare nuovamente legge nel circuito. Maria Sharapova è, al solito, l’altra grande protagonista. Nonostante non abbia ancora conseguito risultati eccellenti dopo il rientro dalla squalifica, infatti, Masha continua ad essere una regina capace di catalizzare su di sé tutta l’attenzione mediatica. Grandi cose sono attese anche da Petra Kvitova, Karolina Pliskova, Garbine Muguruza, Sloane Stephens e Madison Keys, specialiste della superficie. Tanta curiosità attorno a Simona Halep, numero uno al mondo e fresca vincitrice del suo primo slam a Parigi. Quello sull’erba non è certamente il periodo dell’anno che ama di più, ma la romena non può non essere annoverata tra le papabili vincitrici.
La tavola è apparecchiata, insomma. E tutti sono pronti a gustarsi lo spettacolo. Non resta che contare i giorni. Poi le ore, poi i minuti.

Tre.. due.. uno. Play.

Che la magia dei Championship abbia inizio.

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