Close
I piatti della tradizione romana e dove trovarli

I piatti della tradizione romana e dove trovarli

Scopriamo quali sono i piatti tipici della cucina romana e quali sono i posti migliori dove gustarli nella Città Eterna.

È ora di pranzo di un venerdì qualunque, e io devo scrivere un articolo sull’incredibile cucina romana.
La cucina romana è saporita, fatta di ingredienti semplici che uniti tra loro danno corpo a piatti ricchissimi e gustosi; se tenete conto del fatto che alcuni piatti tipici romani sono tra le cose che preferisco nel mondo e che nel mio frigo, al momento, ci sono solo delle arance e del formaggio cottage, capite bene perché questo venerdì qualunque è appena diventato un venerdì molto difficile.

Ecco dunque quali sono i piatti romani che vorrei si materializzassero in questo momento sul mio tavolo, e dove invece li potete mangiare a Roma.

La Cacio e Pepe

È il mio piatto preferito della vita, nonché il primo che io abbia mai cucinato: è infatti un piatto semplicissimo – servono solo pecorino romano e pepe nero per prepararlo – ma le proporzioni e la qualità dei prodotti ne determinano la riuscita o il fallimento.  Viene tendenzialmente preparato con pasta lunga e fresca (tagliolini, spaghetti, linguine, tonnarelli). Per mangiare una delle migliori cacio e pepe di Roma (e non uno squallido surrogato fatto di pepe e formaggio cottage direttamente dalla vaschetta come sto facendo io ora) andate da Flavio al Velavevodetto, dove l’ambiente è quello di una tipica osteria romana.

La Pasta all’Amatriciana

Forse il piatto romano più conosciuto al mondo, oltre che oggetto di dibattiti in grado di porre fine ad amicizie e di creare tensioni durante il cenone di Natale, più del riscaldamento globale, delle unioni civili e della scelta vegana. Nell’amatriciana ci va il guanciale o la pancetta? Si mette l’aglio, la cipolla o nessuno dei due? Qualunque sia il vostro partito, potete fare un sopralluogo per schiarirvi le idee alla Trattoria Al Moro, dove la pasta è fresca e fatta in casa, ed è a pochi passi dalla splendida Fontana di Trevi.

La Pasta alla Carbonara

Vi ricordate quel video francese su come preparare la carbonara che ha creato un incidente diplomatico degno di una qualunque delle butade del Principe Filippo? I più indignati a riguardo sono stati, giustamente, i romani poiché la carbonara fa parte della loro tradizione. La carbonara di Pipero, il ristorante stellato di Alessandro Pipero con una batteria capitanata dallo chef Luciano Monosilio, è naturalmente fatta a regola d’arte.

Carbonara … #nofilter #carbonara

A post shared by We Cook (@wecookbuffet) on

I Carciofi alla Giudìa
Non fiori, ma carciofi alla giudìa. Un bel mazzo (piatto) di carciofi alla giudìa, croccanti e dorati sono in grado di far breccia nel cuore di chiunque. Quelli di Nonna Betta, ristorante kosher nel ghetto ebraico, sono eccezionali, così come lo sono anche gli altri piatti in cui la tradizione ebraica viene fusa alla cucina romana con piatti come falafel, o i tagliolini cacio pepe e cicoria.

Carciofi alla giudia

A post shared by Rome Antics (@themoodycherub) on

La Coda alla Vaccinara

Roma è il posto giusto per i carnivori che non temono le sfide: la coda alla vaccinara non è certo il piatto più facile della cucina romana, ma è di certo uno dei più tipici e particolari. Si tratta di un piatto povero che viene preparato facendo cuocere una coda di un bue con salsa di pomodoro, aromi, pinoli, uvette e cacao amaro. Una delle più buone di Roma si può gustare a sei passi (contateli!) dal Pantheon, da Armando al Pantheon.

Grazie a #larepubblica e a ROMA MAXIMA, LE TAPPE DEL GUSTO IN CENTRO "Campo Marzio, Pantheon, Parlamento, Chigi". È la prima delle 17 passeggiate romane della nuova guida Roma Maxima dove arte, cultura ed enogastronomia si incontrano. Tra gli indirizzi gourmet, da non perdere la raffinata cucina di Massimo Viglietti dell' Enoteca al Parlamento Achilli, l’inconfondibile tocco del “blecchescief” Claudio Gargioli di Armando al Pantheon, il gusto per la tradizione del Ristorante La Campana. E ancora, l’atmosfera dell' Enoteca e Taverna Capranica, i piatti italo – francesi di Casa Coppelle, la sobria eleganza di Clemente alla Maddalena, il look trendy chic di Collegio. Infine la tradizione da Da Gino al Parlamento, il fascino vintage di Maccheroni, l’anima moderna dell’ Osteria Del Sostegno Di Marco Mazzoni e dell' Osteria dell'ingegno, il lusso gastronomico di Quinzi&Gabrieli e La Rosetta, l’estro contemporaneo di RETROBOTTEGA e il delicato etnico Kisaki Ramen & Sushi. Roma Máxima è disponibile in italiano e in inglese e fa parte della collana Le Guide di Repubblica dirette da Giuseppe Cerasa. #armandoalpantheon #blecchescieffe #cucinaromana #guida #food #foodie #roma

A post shared by ArmandoAlPantheon (@armandoalpantheon) on

La Pasta alla Gricia

Bisogna sapere due cose fondamentali della pasta alla gricia:

  1. È l’antenata della amatriciana, ma ha il carattere della cacio e pepe.
  2. Non azzardatevi a chiedere una gricia. Va pronunciata rigorosamente con la fricativa postalveolare sorda, ossia come fa Alessandro Borghesegriscia.

Da Cesare al Casaletto ne fanno una che vi farà venir voglia di fare il bis.

Gricetta……

A post shared by Moltobenemauro (@mauropicchetti) on

Il Supplì

Il re dello street food prima che lo street food diventasse fighetto e si chiamasse così. Panatura croccante, mozzarella filante, pecorino, riso e sugo di carne. Un tripudio di sapori da gustare per strada, magari perdendosi tra le meraviglie del Foro Romano. Potete gustarlo da Trapizzino che un po’ fighetto lo è, ma il suo aspetto patinato non toglie niente alla bontà dei suoi prodotti.

#supplì @trapizzino

A post shared by Ben Thornborough (@benelias) on

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close