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14 opere della Galleria degli Uffizi da non perdere

14 opere della Galleria degli Uffizi da non perdere

Da Giotto a Caravaggio, Musement condivide una breve guida alle opere della Galleria degli Uffizi da non perdere.

La Galleria degli Uffizi di Firenze è una tappa obbligata durante una visita nel capoluogo toscano. Questo celebrato museo conserva alcune delle opere più famose del Rinascimento e dei grandi maestri pittorici italiani. Sebbene ospiti anche una fornita collezione di scultura, è la collezione di pittura che vanta il maggior prestigio. Da Giotto a Caravaggio, passando per Raffaello e Botticelli, una visita agli Uffizi potrebbe andare avanti all’infinito.

Se però vuoi accertarti di vivere tutto il meglio della tua prossima visita, abbiamo preparato una piccola guida alle 14 opere della Galleria degli Uffizi assolutamente imperdibili.

1. Maestà di Ognissanti, Giotto, 1300-1305

Questa famosa opera di Giotto, intitolata “Madonna col bambino in trono, angeli e santi” e conosciuta come la “Maestà di Ognissanti”, è stata realizzata in tempera su tavola a fondo oro. Protagonista della scena è Maria che sorregge in braccio il Bambin Gesù, seduta su un trono. Tutti intorno, angeli e santi in adorazione, protesi verso Gesù che li benedice con la mando destra. L’opera è stata realizzata per la Chiesa Ognissanti a Firenze, nell’epoca in cui Giotto aveva già raggiunto una certa fama. Grazie alla naturalezza della composizione e all’essenzialità dei dettagli, è rimasta per molti anni la guida per le successive opere dello stesso tema. Sala 2

 

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2. Battaglia di San Romano, Paolo Uccello, 1435-1440

Tra le opere degli Uffizi più citate si inserisce anche la “Battaglia di San Romano”, una tavola a tempera che appartiene al ciclo celebrativo della vittoria fiorentina nell’omonima battaglia, costituendone l’episodio centrale. A dipingere questo capolavoro è Paolo Uccello, artista fiorentino famoso per la sua puntuale ricerca prospettica. Il dipinto inscena il momento in cui Niccolò da Tolentino disarciona Bernardino della Carda. La ricerca prospettica si intuisce dalla raffigurazione di corpi accorciati, pensati per un’osservazione dal basso verso l’alto. Sala 8

 

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3. Madonna col Bambino e due angeli, Filippo Lippi, 1460-1465

Questo dipinto estremamente naturale e delicato è l’opera più famosa di Filippo Lippi, e proprio dall’autore riprende il suo soprannome, “Lippina”. Ritroviamo Maria seduta su un trono, che guarda amorevolmente il Bambin Gesù rivolgendo a lui un gesto di preghiera. A sostenerlo, un angelo in primo piano, con lo sguardo rivolto verso chi osserva, e un angelo in secondo piano, che si intravede appena. Sala 8

4. I duchi di Urbino Federico da Montefeltro e Battista Sforza, Piero della Francesca, 1473-1475

Quest’opera emblematica del Rinascimento italiano è stata realizzata da Piero della Francesca e raffigura i duchi di Urbino. L’attenzione è ai dettagli, alla verosimiglianza fisica, mentre nessuno spazio è lasciato all’aspetto emotivo delle figure. È forse meno noto che sul retro delle tavole si trova un’altra rappresentazione dei duchi, in trionfo su carri. Sala 8

5. La Primavera, Sandro Botticelli, 1480

Se si parla di opere degli Uffizi da non perdere, è impossibile non citare Botticelli. “La Primavera” è un meraviglioso dipinto, in tempera grassa su tavola, che rappresenta nove figure della mitologia classica. Da destra, troviamo Zefiro, la ninfa Clori, che diventa Flora, dea della fioritura. In centro troviamo Venere e Cupido sopra di lei. Sulla sinistra le Tre Grazie danzano sul prato fiorito e, a conclusione, Mercurio, il messaggero degli Dei. La cura dei dettagli, il significato nascosto ma celebrativo della vita, dell’amore e della fioritura, la rendono un’opera senza tempo. Sala 10-14

 

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6. La Nascita di Venere, Sandro Botticelli, 1485

Una delle opere più famose del Rinascimento italiano, la Venere di Botticelli viene raffigurata mentre approda sull’isola di Cipro. A sospingerla sono Zefiro e, probabilmente, Aura, sulla sinistra della composizione. Ad accoglierla sull’isola una figura che potrebbe essere una delle Tre Grazie oppure l’Ora della Primavera. Probabilmente commissionata dalla famiglia De Medici, l’opera di ispira alla scultura classica. I riflessi biondi dei capelli di Venere sono stati realizzati utilizzando applicazioni in oro. Sala 10-14

 

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7. Annunciazione, Leonardo Da Vinci, 1472

Questo dipinto olio su tavola di Leonardo raffigura l’Arcangelo Gabriele che si inginocchia e offre un giglio alla Vergine Maria. Sebbene la tematica dell’opera sia sacra e tradizionale, l’ambientazione è piuttosto inusuale. Le due figure sacre, infatti, sembrano essere ben collocate nello spazio e nel tempo, trovandosi nel giardino di un palazzo rinascimentale. La ricerca prospettica e, probabilmente, ottica caratterizzano quest’opera giovanile di Leonardo. Sala 35

 

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8. Sacra Famiglia detta “Tondo Doni”, Michelangelo Buonarroti, 1505-1506

L’unico dipinto su tavola di cui è certa la paternità di Michelangelo. Il “Tondo Doni” è stato commissionato da Agnolo Doni, un importante mercante fiorentino. Dal formato circolare, l’opera è pensata come una scultura, con una composizione che si estende su tutto lo spazio a disposizione. Anche la cornice è notevole, intagliata dal maestro Francesco del Tasso. Sala 41

 

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9. Madonna del Cardellino, Raffaello Sanzio, entro febbraio 1506

Un altro maestro del Rinascimento, Raffaello ha dipinto questa Madonna col Bambino durante il suo soggiorno a Firenze. La tavola si ruppe accidentalmente nel 1547 e venne sottoposta a un restauro. Grazie allo studio approfondito dei dipinti del Perugino e di Leonardo, la tavola mostra figure di una bellezza ideale e armonica, ma anche vitali grazie all’intensità degli sguardi. Sala 41

 

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10. Angelo musicante, Giovanni Battista di Jacopo detto Rosso Fiorentino, 1521

Questa famosa opera di Rosso Fiorentino raffigura un angelo che suona il liuto. Si tratta di un frammento di una più ampia pala d’altare, andata perduta. Lo sfondo scuro è stato aggiunto a posteriori, sotto è conservata la firma dell’autore e i tratti di un edificio. Sala 60

 

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11. Madonna dal collo lungo, Francesco Mazzola detto Parmigianino, 1534-1540

La “Madonna col Bambino e Angeli” del Parmigianino, anche conosciuta come “Madonna dal Collo Lungo”, è una delle opere più famose degli Uffizi. Il Parmigianino è considerato il capostipite del manierismo emiliano, avendo sviluppato uno stile anticlassico e molto ricercato. Questa tavola raffigura una Madonna dalle forme allungate che regge in braccio il Bambin Gesù addormentato, prefigurazione della sua morte in croce. L’opera è incompleta e, nonostante il tema sacro, permeata da una certa sensualità. Sala 74

 

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12. La Venere di Urbino, Tiziano Vecellio, 1538

Una delle opere più emblematiche della Galleria degli Uffizi, la “Venere di Urbino” è anche l’opera più famosa di Tiziano. La Venere è seducente, adagiata nuda su un letto disfatto. Si copre con pudicizia il pube, ma guarda chi osserva con fare allusivo. I riferimenti all’amore fedele sono molteplici: il cagnolino ai piedi del letto, il vaso di mirto sul davanzale e l’abito nuziale che l’ancella estrae dal baule. Sebbene si ispiri all’iconografia classica, quest’opera di Tiziano è estremamente moderna grazie alla profondità e alla carnalità dei personaggi. Sala 83

 

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13. Bacco, Michelangelo Merisi detto Caravaggio, 1598

Caravaggio è un’artista rivoluzionario che si impone nel mondo dell’arte con il suo naturalismo, in contrapposizione allo stile classico e accademico del Rinascimento. Il suo Bacco ne è un ottimo esempio. Il soggetto della tela è sì una figura della mitologia classica, ma è estremamente vitale. Incredibile il naturalismo del cesto di frutta e della coppa di vino che viene offerta a chi osserva. Ancora più incredibile pensare che questo dipinto faccia parte della produzione giovanile dell’artista. Sala 90

 

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14. Giuditta decapita Oloferne, Artemisia Gentileschi, 1620

Questo dipinto imponente di Artemisia Gentileschi riprende un episodio biblico. La Gentileschi mette olio su tela il momento in cui Giuditta, una giovane donna ebrea, uccide Oloferne, generale assiro, gesto eroico che porterà Israele alla liberazione. L’opera è di grande impatto e l’artista non lesina sui dettagli più cruenti. Uno su tutti, il sangue che schizza a fiotti dal collo di Oloferne. Sala 90

 

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Per continuare a preparare la tua visita, leggi il nostro articolo su come saltare la fila agli Uffizi e altri consigli utili.

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