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Storie di vino e di luoghi da scoprire: The Grand Wine Tour

Storie di vino e di luoghi da scoprire: The Grand Wine Tour

Musement ha intervistato l’ideatore di The Grand Wine Tour, Max Coppo

The Grand Wine Tour è un viaggio nella cultura italiana realizzato attraverso uno dei suoi elementi più iconici: il vino. Un magazine online, in lingua inglese, realizzato da un pool di cantine molto prestigiose accomunate dalla volontà di fare accoglienza garantendo standard di qualità molto elevati con l’obbiettivo principale di dare riferimenti attendibili e referenze affidabili per orientare con certezza gli enoturisti.
Musement, partner turistico di questo fantastico progetto, ha intervistato Max Coppo, l’ideatore di The Grand Wine Tour, che ci racconta la genesi, le caratteristiche del progetto e gli obbiettivi che si è posto con esso.


The Grand Wine Tour

Come è nato il progetto The Grand Wine Tour?

L’idea mi è venuta perché sono sempre stato convinto che la comunicazione delle aziende vinicole fosse troppo autoreferenziale e raggiungesse un segmento troppo ristretto di consumatori. Per raggiungere un’audience più ampia ho pensato dunque che fosse necessario iniziare a comunicare affrontando tematiche trasversali, non solo incentrate sul tema vino, ma che spaziassero dal food all’arte, dal travel al lifestyle.
Nell’ottica di questo nuovo tipo di comunicazione che il magazine The Gran Wine Tour propone, quanto sono importanti le storie raccontate dai vostri autori? 

Sono centrali per il progetto. Mi sono immedesimato nel “consumatore tipo”, che vuole recarsi in Italia ed ha bisogno di sapere cosa c’è di bello da fare e da vedere nella zona circostante alla cantina che vuole visitare. Il nostro intento è dargli dei suggerimenti e degli spunti che possano aiutarlo. Ci tengo però a sottolineare che il magazine The Grand Wine Tour non è un progetto commerciale e quindi non contiene pubblicità di alcun tipo. I consigli che diamo sono veramente affidabili, perché si fondano sull’autorevolezza e la competenza dei nostri collaboratori: giornalisti, blogger e opinion leader unicamente stranieri, competenti e dall’importante seguito sul web.

 


La cantina di Rocche dei Manzoni

Perché si è sentita l’esigenza di raccontare l’ospitalità nelle cantine, ma anche quello che avviene al loro esterno?

Perché la qualità dell’accoglienza è una parte essenziale dell’esperienza per il visitatore: è un momento emozionale molto forte in grado di fidelizzare la nostra clientela. La qualità del vino può passare addirittura in secondo piano se l’accoglienza è fantastica. Ovviamente questo non è il nostro caso, per poter far parte di The Grand Wine Tour la qualità dei vini prodotti deve essere eccellente come l’accoglienza offerta ai visitatori. Il mondo che ruota intorno ad un’azienda vinicola è però immenso e meritava di essere raccontato; per questo il nostro magazine non parla solo delle aziende e dei loro vini, ma anche di tutto quello che c’è di bello da scoprire nel territorio circostante. In questo modo la visita in cantina diventa il pretesto per organizzare un vero e proprio viaggio.
Come sono strutturati i tour nelle cantine di The Grand Wine Tour?

Ogni azienda ha un proprio format dato che ognuna è articolata in maniera differente (alcune posseggono ristoranti stellati Michelin, altre sono anche dei Relais ed offrono ospitalità alberghiera), ma ciò che le accomuna tutte è, come dicevo prima, la qualità dell’ospitalità e dei prodotti. I parametri sono gli stessi per tutti e sono molto elevati perché The Grand Wine Tour garantisce una qualità altissima.


La sala degustazione del Castello di Cigognola

Questo è il primo anno di vita per The Grand Wine Tour, cosa gli riserva il futuro?

L’obbiettivo è di estendere il network su tutto il territorio nazionale aggiungendo nuove aziende.  Trattandosi di un progetto innovativo e ambizioso sono consapevole che ci vorrà un po’ di tempo per raggiungerlo. Naturalmente guardo anche all’estero: ho sempre ragionato come se parlassi all’Europa e al mondo, e continuo a farlo poiché l’audience di riferimento è altissima e i nostri visitatori oggi possono trovarsi a Barolo come domani in Borgogna.
È stato difficile unire produttori di tante zone diverse e così diversi tra di loro?

The Grand Wine Tour è un progetto molto innovativo e a volte ciò che è innovativo non viene capito immediatamente, ma le aziende che fanno parte del pool sono tutte consapevoli e convinte della linea intrapresa.

L’acino di Ceretto

Perché avete scelto Musement come partner turistico del progetto?

Perché a mio parere The Grand Wine Tour e Musement si sposano in maniera naturale tra di loro. Sono entrambe realtà nuove e innovative, entrambe comunicano esclusivamente per via digitale, ma sono allo stesso tempo complementari, poiché Musement è un tour operator e una piattaforma di booking autorevole, mentre noi non lo siamo e non abbiamo l’ambizione di diventarlo.

Per scoprire le storie di The Grand Wine Tour vai sul sito www.thegrandwinetour.com e clicca qui per scoprire tutti i tour e le cantine di The Grand Wine Tour.


Grappolo di Vermentino, Poggio dei Gorleri

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