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Tu Quoque

Tu Quoque

Il 15 marzo del 44 a.C. Giulio Cesare veniva assassinato. Questo giorno è passato alla storia con il nome di Idi di Marzo.

I congiurati si misero attorno a lui quando sedette, come se volessero onorarlo; e subito Cimbro Tillio, che aveva preso l’iniziativa, si avvicinò a lui come se avesse intenzione di chiedergli qualcosa e, dal momento che faceva cenno di no e con il gesto rinviava la questione in un altro momento, gli afferrò la toga da entrambe le spalle. […]. E quando s’accorse di essere assalito da ogni parte con pugnali sguainati, si avvolse il capo con la toga e nel tempo stesso con la mano sinistra portò giù le pieghe fino ai piedi, per cadere in modo più decoroso dopo aver velato anche la parte inferiore del corpo. E così fu trafitto da ventitré pugnalate, e solo al primo colpo emise un gemito senza dire una parola; anche se alcuni hanno tramandato che a Marco Bruto, mentre lo assaliva, abbia detto: ”Anche tu, figlio?”.

De vita caesarum, Libro I, Svetonio.
Queste dunque, secondo la tradizione, le ultime parole di Giulio Cesare, quando il 15 marzo del 44 a.C. cadde sotto colpi dei senatori guidati da Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino che congiurarono per il tirannus che minacciava la libertà. La leggenda vuole che alcuni presagi nefasti accolsero Cesare quella mattina al suo risveglio e che sua moglie lo implorò di restare a casa quel giorno. Due anni dopo il suo assassinio, Cesare venne ufficialmente deificato dal Senato e la sua eredità intellettuale venne raccolta da Ottaviano Augusto, suo pronipote e figlio adottivo.
Cesare cambiò per sempre la storia dell’Occidente e di Roma, che ancora oggi porta i segni della sua eredità. Scopriamo insieme la storia di Roma e delle Idi di Marzo attraverso i luoghi romani che appartengono all’eredità di Cesare.

Il Foro di Cesare

Il Foro di Cesare fu l’unico punto del programma urbanistico del dictator a essere realizzato prima della sua morte. Fu finanziato con la vittoria delle celeberrime guerre in Gallia, e aveva lo scopo di diventare il centro politico, amministrativo e religioso della città. Dopo che Cesare venne assassinato, il suo corpo venne portato nel Foro, dove all’estremità orientale della piazza venne allestita una pira per i suoi funerali, secondo la tradizione romana. Proprio in questo luogo, nel 29 a.C. Ottaviano fece erigere un tempio per il culto del padre adottivo nel 29 a.C.
Clicca qui per visitare il Foro Romano.


Le rovine del Foro Romano

Largo di Torre Argentina

Questa piazza situata nell’antica zona di Campo Marzio (oggi il Quarto Rione della città, tra Quirinale e Campidoglio) è un ricchissimo sito archeologico che ospita le rovine di quattro templi che risalgono all’età della Repubblica. Oltre a questi templi, ci sono anche i resti di un grosso basamento di tufo che gli studiosi hanno attribuito con certezza al Teatro di Pompeo, ovvero il luogo dove venne ordita e messa in atto la congiura ai danni di Cesare.


Le rovine di Largo di Torre Argentina, dove sorgeva il Teatro di Pompeo

Teatro di Marcello

Cesare progettò di costruire il Theatrum Marcelli in modo che fosse così imponente e magnifico da far sembrare piccolo e insignificante quello di Pompeo. Sfortunatamente venne ucciso prima di vederlo concluso: Ottaviano Augusto ne riprese in mano le sorti aumentandone le dimensioni rispetto a quelle previste dal progetto iniziale, e rendendo necessario per questo lo spostamento di due templi sacri, quello di Apollo e di Bellona. Venne inaugurato nel 13 a.C. con giochi in pompa magna, Ottaviano lo intitolò a suo nipote Marco Claudio Marcello, che aveva designato come suo erede.  Una grande parte di questo bellissimo teatro romano è giunto fino a noi con la facciata in travertino che presenta due dei tre ordini originali composti da arcate con colonne doriche e ioniche, e si può ammirare nell’omonima Via del Teatro Marcello, ai piedi del Campidoglio.


Il Teatro di Marcello

Il quartiere Suburra

Forse non tutti sanno che Cesare nacque da una famiglia molto povera che viveva nei bassifondi di Roma, nel quartiere di Suburra dove gli strati bassi della popolazione vivevano in condizioni miserabili. Oggi questa zona è completamente cambiata: dimenticatevi i bordelli e le vie malfamate, e preparatevi a locali chic e ottimi ristoranti. L’antico quartiere di Suburra è nientemeno che il Rione Monti, un bellissimo quartiere dove passeggiare mangiando un gelato di Fatamorgana, dove si può fare un aperitivo chic da La Barrique e dove si può gustare del sushi nippo-brasiliano da Temakinho.


Uno scorcio del bellissimo Rione Monti, chiamato Suburra ai tempi di Cesare

Trastevere
A dispetto della sua veste spiccatamente Medievale, Trastevere ha origini molto più antiche che risalgono ai fasti dell’Antica Roma. Cesare infatti aveva una seconda dimora nel quartiere: si dice addirittura che, proprio nella sua villa di Trastevere, abbia ospitato la regina Cleopatra nel 46 a.C. Oggi Trastevere è una delle zone più caratteristiche della Città Eterna dove si possono trovare centinaia di trattorie e ristoranti tipici; tra questi segnaliamo il Ristorante Meridionale, un locale dallo stile di una trattoria degli anni ’50 che serve piatti della tradizione romana insieme a piatti più sperimentali e sofisticati.


Trastevere, uno dei quartieri più pittoreschi di Roma

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