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Cinque opere rubate e ritrovate da vedere in Europa

Cinque opere rubate e ritrovate da vedere in Europa

Sono appena stati recuperati due quadri di Van Gogh rubati dal Museo Van Gogh di Amsterdam 14 anni fa. Nel corso dei secoli molte opere d’arte sono state rubate dai musei che le ospitavano: alcuni casi sono rimasti irrisolti e le opere perdute per sempre, altri invece si sono conclusi positivamente con il ritrovamento o la restituzione della refurtiva.
Musement vi racconta la storia di 5 quadri famosi e delle rocambolesche vicende che riguardano il loro furto e il loro fortunato recupero.

È una fredda notte di dicembre, e tutto sembra tranquillo al Museo Van Gogh di Amsterdam. Tutto d’un tratto, un vetro si frantuma e poco dopo gli allarmi del museo cominciano a suonare: Octave Durham, conosciuto come la Scimmia, e il suo complice sono già lontani, insieme a La spiaggia di Scheveningen durante un temporale e Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen di Vincent Van Gogh. Di loro resta soltanto la scala a pioli servita per arrampicarsi e introdursi nel museo per compiere il furto. Credono di essersi lasciati alle spalle soltanto le guardie attonite e la scala a pioli usata per arrampicarsi e introdursi nel museo, ma sulla scena del crimine vengono trovate tracce del loro DNA. I ladri vengono assicurati alla giustizia, ma della refurtiva nemmeno l’ombra.

Sono passati quattordici anni e siamo in Italia, a Castellamare di Stabia. La polizia sta per fare un blitz nella casa di un signore della droga affiliato con la Camorra. Durante l’operazione, i poliziotti scoprono qualcosa di inaspettato: nel covo del narcotrafficante ci sono i quadri di Van Gogh, proprio quelli rubati ad Amsterdam quella notte di dicembre.


“Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen” di Vincent van Gogh, 1884

Ebbene, non si tratta del soggetto per un nuovo film di James Bond, né della trama di un libro di Dan Brown ambientato in un altro importante museo europeo, ma di quello che è successo pochi giorni fa e che ha segnato la conclusione di un caso seguito perfino dall’FBI. I capolavori di Van Gogh recuperati al momento sono sotto sequestro, ma presto torneranno al Museo Van Gogh per ricostituire la più importante collezione di opere dell’artista olandese.

Nel corso dei secoli molte opere d’arte sono state rubate dai musei che le ospitavano; alcuni casi sono rimasti irrisolti e le opere perdute per sempre, altri invece si sono conclusi positivamente con il ritrovamento o la restituzione della refurtiva.

Ecco dunque la storia di 5 quadri famosi e delle rocambolesche vicende che riguardano il loro furto e il loro fortunato recupero.


“La Dama con l’ermellino”, Leonardo da Vinci, 1489-1490

La Dama con l’ermellino: tra l’ufficio di Hitler e quello di Franz

Tutti conosciamo e abbiamo ammirato il celebre dipinto di Leonardo da Vinci La Dama con l’ermellino che ritrae una nobildonna elegantemente abbigliata con in braccio un ermellino. La Dama era, con ogni probabilità, la giovane amante del Moro, Cecilia Gallerani. Oggi possiamo ammirare la bellezza di questo dipinto a Cracovia, al Castello di Wawel, ma durante la seconda guerra mondiale era esposto al Museo Czartoryski; i Nazisti lo portarono via da lì per farne omaggio a Hitler. Un anno dopo, il governatore della Polonia Hans Frank chiese a Hitler di poter avere indietro il quadro per ammirarlo mentre lavorava, e Hitler glielo concesse. Quando nel 1945 le truppe russe invasero la Polonia, Frank scappò portando con sé il dipinto; venne arrestato a Monaco, e con la sua fuga terminarono anche le peripezie del quadro.

Castello di Wawel, Wawel 5, 31-001 Kraków, Polonia, +48 12 422 51 55
Da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 17
Sabato e domenica dalle 10 alle 17
Chiuso lunedì
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“L’urlo” di Edvard Munch, 1910

L’Urlo di Munch: fuori in 50 secondi

Anche l’Urlo di Munch, uno dei dipinti più iconici e disturbanti dell’espressionismo, è stato rubato, e per ben due volte. Il celebre dipinto ritrae il pittore stesso trasfigurato in un urlo che rappresenta la sua relazione con il mondo, e ha lo scopo di sollecitare lo spettatore a interrogarsi sulla propria. Il dipinto fu rubato la prima volta nel febbraio del 1994: i ladri impiegarono 50 secondi per portarlo via dalla parete su cui era appeso al Museo Munch, e in seguito chiesero un riscatto di 1 milione di dollari. La polizia li incastrò con due agenti in borghese che si finsero antiquari interessati all’acquisto. La seconda volta, nel 2004, si trattò di un vero e proprio furto a mano armata e insieme all’Urlo fu rubata anche la Madonna; entrambi i quadri furono ritrovati qualche tempo dopo e restaurati dai danni causati dall’umidità. Oggi L’Urlo si trova al Museo Munch di Oslo, che nel frattempo ha aumentato le misure di sicurezza.

Museo Munch, Tøyengata 53, 0578 Oslo, Norvegia, +47 23 49 35 00

Da lunedì a domenica dalle 10 alle 16
Entrata libera


“Ritratto del Duca di Wellington” di Francisco Goya, 1812-1814

Il Duca di Wellington e il Robin Hood della compagnia dei trasporti

Il 21 agosto 1961, un uomo si introdusse nella National Gallery entrando da una finestra, e rubò il Ritratto del Duca di Wellington di Goya. Quell’uomo era Kempton Bunton, un autista di bus in pensione costernato dalla spesa ingente che lo Stato aveva sostenuto per quel dipinto; aveva quindi deciso di rubarlo e chiedere un riscatto di 14.000 sterline da regalare ai poveri e i vecchi lasciati ai margini della società. Dopo quattro anni di indagini e soffiate, Bunton fece ritrovare il dipinto alla New Street Station a Birmingham e si consegnò alla polizia pochi mesi dopo. Il dipinto si può oggi ammirare nella sua sede originaria, la National Gallery di Londra. Fun fact: nel 1962 – quando il caso non era ancora risolto – esce nelle sale il film Licenza di uccidere dove in una scena Sean Connery, nei panni di James Bond, si ferma per un momento ad ammirare proprio il Ritratto del Duca di Wellington di Goya mentre sta camminando per i corridoi del covo sottomarino del sui nemico, lasciando intendere agli spettatori che l’opera sia nelle mani di un ladro scaltro come un nemico di 007.

National Gallery Trafalgar Square, London WC2N 5DN, Regno Unito
Da lunedì a domenica dalle 10 alle 18
Venerdì dalle 10 alle 21
Entrata libera


“Ritratto di Jacob de Gheyn III” di Rembrandt, 1596

Jacob de Gheyn III di Rembrandt: il più desiderato e rubato dei quadri

La storia di questo piccolo dipinto di Rembrandt (misura 29.9 x 24.9 cm)che ritrae l’incisore olandese Jacob de Gheyn III è incredibile: è stato rubato quattro volte dalla galleria in cui era esposto. La prima nel 1966, da un gruppo di ladri che rubò altre 3 opere, e fu ritrovato pochi giorni dopo in un cespuglio da un signore che passeggiava con il cane. Il secondo e rocambolesco furto vide come protagonista un visitatore della Galleria che mise il quadro sotto il cappotto, se ne andò con nonchalance e, dopo essere stato preso mentre trasportava il dipinto nel cestino della sua bicicletta, affermò di aver commesso il furto perchè Jacob de Gheyn gli ricordava sua madre. Sul terzo furto non ci sono notizie certe poiché il museo decise di tenere la stampa all’oscuro dell’avvenimento mentre il quarto avvenne in pieno stile Mission: Impossible, con il ladro che si calò dal lucernario tramite una fune e con il ritrovamento della refurtiva dopo 3 anni in un deposito bagagli di una stazione di Munster in Germania, in seguito a una soffiata anonima. Potete ammirare il più desiderato dei dipinti di Rembrandt alla Dulwich Picture Gallery a Londra.

Dulwich Picture Gallery Gallery Rd, Southwark SE21 7AD, Regno Unito
Da martedì a domenica dalle 10 alle 17
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“La Gioconda” Leonardo da Vinci, 1503-1504

La Gioconda appartiene all’Italia!

E che dire del furto del dipinto più famoso e sorvegliato del mondo? La mattina del 21 agosto 1911 gli inservienti del Museo del Louvre si accorsero che la Gioconda di Leonardo non era al suo posto. Dopo aver accertato che nessuno l’avesse spostata per fotografarla, incominciarono le indagini per ritrovarla: i sospetti ricaddero dapprima sull’artista francese Apollinaire, poi su Picasso e infine sull’acerrimo nemico della Francia, nientemeno che l’Impero Tedesco. Nessuna di queste piste si rivelò fondata. Il colpevole infatti era Vincenzo Peruggia, un impiegato del Louvre che preso da un eccessivo zelo patriottico decise di riportare in Italia la Gioconda che, a suo dire, era stata ingiustamente espatriata. Dopo aver tenuto il dipinto appeso per qualche anno sopra il tavolo della cucina di casa sua, Peruggia cercò di rivenderlo a un antiquario di Firenze, e fu in questa occasione che venne scoperto e arrestato. Oggi potete ammirare la Gioconda nella sua casa parigina, il Louvre… dietro una teca di vetro infrangibile!

Museo del Louvre 75001 Paris, Francia
Da lunedì a domenica dalle 9 alle 18
Venerdì dalle 9 alle 22
Chiuso martedì
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